Estate, Liguria in festa

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di M. Vittoria De Matteis

 

In questo periodo la regione Liguria si veste di fiori e colori che, dalla riviera levante a quella di ponente, risplendono nel brillare delle acque cristalline, inebriando con i loro profumi il turista. Ma nell’entroterra c’è molto da scoprire, anche in termini botanici: l’amore per la lavanda, per esempio, nasce da una tradizione secolare del territorio perché nativa delle montagne liguri, dalla metà dell’800 ci fu un forte sviluppo nella sua distillazione. Una rete di imprese si prefigge di far rivivere l’entroterra con una sinergia fra comuni aderenti al progetto “Lavanda della Riviera dei fiori”. Questo e molto altro si è prefisso il Food & Green Village tenutosi a fine maggio all’Arena Albano, un evento che raccoglie le eccellenze dell’entroterra ligure e fa scoprire sapori, ingredienti e prodotti nuovi seppur antichi.

In città, invece, passeggiando per i ‘carrugi’ del centro storico, si incontrano personaggi bizzarri, come l’artista Angelo Gnecco, che raffigura una ‘Zena’ (il nome dialettale della città) nella sua ‘verticalità’, e farà dono dei suoi quadri oblunghi agli artisti che interverranno al Festival Internazionale di Nervi (da Giorgia a Carmen Consoli, da Francesco De Gregori a Caetano Veloso, da Neri Marcorè a Emir Kusturica) che si terrà dal 2 al 20 luglio. Per dormire, la residenza d’epoca Palazzo Grillo fa vivere in un’altra dimensione temporale riportando indietro di secoli il visitatore.

Per mangiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta, e il nuovo Mangiafuoco, derivazione del precedente Maxelà (Il macellaio) con le sue filiali londinesi, sembra un circo, ed è uno dei locali più ‘inn’ di Genova. Sempre passeggiando per il centro, non si può non entrare nella magnifica confetteria del 1780 della famiglia Romanengo, ormai alla settima generazione, l’unica – insieme al celebre Pelino di Sulmona – che fa la cannella confettata.

Ma se ci si vuole sentire ‘parte’ della Genova viva, bisogna andare al Mercato Orientale, diventato un luogo d’incontro, un’esperienza urbana antropologica e – soprattutto – un ottimo modo per gustare prelibatezze freschissime, con il meglio della cucina ligure cucinato sotto gli occhi e servita da giovani allievi della scuola alberghiera. Dopo avere pranzato lì, ci si sente un po’ genovesi, con i suoni, il vocìo, le contrattazioni del mercato in diretta.

L’itinerario proposto qui non è solo per conoscere monumenti e chiese, ma usi e costumi locali, come il tour fra le botteghe storiche, alla scoperta di antichi mestieri e prodotti eccellenti. Cominciamo dalla bottega artigiana di timbri, targhe e incisioni Busellato, da 116 anni nello stesso posto, con scatole e cassetti colmi di ceralacca, punzoni, borchie e oggetti di vario genere. Continuiamo il percorso nel cuore della città medievale andando alla tripperia Casana, che dal 1890 negli enormi pentoloni di rame si cuoce e vende la trippa. Una delle barberie più belle d’Italia – se non d’Europa – si trova qui, l’antica barberia Giacalone, con lavandini e appliques d’epoca, vetri liberty originali è del Fai dal 1992. Proseguendo la caccia ai tesori nascosti di Genova, arriviamo a Luico Fabbrica Turaccioli, dove cassettiere e scaffali in legno inizi ‘900 contengono oggetti in sughero, metri e attrezzi antichi per l’enologia. E dove hanno scelto le loro cravatte il Duca di Windsor, Guglielmo Marconi  e Giovanni Agnelli se non da Finollo, fra boiserie e stucchi? Ma chiudiamo il circuito con la polleria dei fratelli Parodi, con vetrine originali, pavimenti in graniglia e soffitti a botte, con il raro ‘specchia uova’ e antiche stadere.

Altro  itinerario alternativo è quello nel Cimitero Monumentale di Staglieno, dove dal mausoleo di Giuseppe Mazzini alla cappella De Andrè, si può ripercorrere nel silenzio dei viali fra giochi di luci e arte scultorea di inizio secolo la storia del territorio. Fin dalle sue origini, personaggi di rilievo come Nietzsche, Maupassant, Mark Twain, l’imperatrice d’Austria Sissi e Hemingway, lo hanno visitato, traendone pace e fascinazione romantica. “Tombe e figure piene di grazia e bellezza, immacolate come la neve”, diceva Mark Twain descrivendo il posto: insolito, per un percorso turistico, ma di grande suggestione. Il Comune organizza visite gratuite una volta al mese in compagnia di guide esperte.

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