Dal Canale di Panamà City ai vulcani del Nicaragua tra chiese e mercati

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La stanchezza del volo intercontinentale evapora nella notte alle chiuse di Miraflores dove sotto la terrazza del ristorante sfilano lente le navi che stanno passando il Canale. 100 anni di vita, 14mila passaggi l’anno, 8 ore per percorrerlo e lavori di ampliamento per duplicarne la capacità. A questa icona di ingegneria si affiancano grattacieli che bucano la notte di luci, il colorato museo della biodiversità di Frank Gehry e il Casco Vejo, dove è bello perdersi tra chiese e case coloniali, negozietti che vendono panama (impossibile tornare senza) e artigianato (di qualità a Casa Latina). Da sbirciare le botteghe dei barbieri, scrigni di atmosfera, e il mercato de Mariscos. Vicinissima la foresta pluviale del Parque Nacional Soberanía: in barca sul Lago artificiale Gatun tra scimmie urlatrici, cappuccino e le piccole tamarin e a bordo di una teleferica che risale tra palme reali e fiori (1.400 le orchidee endemiche). Grande confort al Royal Sonesta Hotel &Casino (www.sonesta.com/panama).

Casco Vejo panama

 

Due ore di volo ed ecco un altro Centroamerica, con mercati grondanti di amache, chiese gialle coloniali e facciate che sembrano crollare, vulcani che catturano le nuvole, laghi che sembrano mari, spiagge dove migliaia di tartarughe depongono le uova. E’ il Nicaragua: un Paese amabile per la dolcezza dei suoi abitanti, i ritmi rilassati dei “caponegra”, i tuc-tuc locali, il colore ambrato del suo rum. Dove la mattina sono i tamburi delle processioni a svegliare, con majorettes al seguito.

Sosta a Managua alla vecchia Cattedrale e alla nuova con 66 cupole che ricordano una moschea, ma con all’interno giochi di luce interessanti. E via verso il vulcano Masaya, nel parco omonimo, incantati al cratere Santiago dal groviglio di nuvole e vapori sulfurei. Scendendo, l’orizzonte si apre sulla laguna di Masaya, un tempo cratere, che offre una vista spettacolare al ristorante El Bucanero, dove si gusta tenera carne con cimichurri (salsa verde) innaffiata di Giamaica, succo di fiore. Masaya è la città dei mercati: quello Artesanías, famoso e turistico, e il più popolare Mercado Municipal, oltre alle botteghe di amache al Barrio San Juan. Ceramiche, tessuti e colori a non finire.

laguna di Masaya

Granada sorprende per l’eleganza coloniale, i locali e i negozi (la Galeria de Artes ha pezzi ricercatissimi), la raffinatezza del La Gran Francia (www.lagrangrancia.com): boutique hotel dove ogni dettaglio è uno scampolo di storia. Val la pena fare un giro in carrozza e poi salire sulla torre campanaria della Chiesa di La Merced, fermarsi al Convento di San Francesco (il più antico del Centroamerica), al Mercado Municipal e al Caffè de Las Sorrisas dove è nato un bar con laboratorio di amache per ragazzi in difficoltà.

granada copia

Sono immensi cedri quelli che traboccano da Las Isletas: 365 isolette private con ville sul Lago Cocibloca (il secondo più grande al mondo), lo stesso sul quale si affaccia Granada. Un giro in barca e poi una salita al Vulcano Mombacho a quota 1.345 m per cercare orchidee selvagge, il Guardabarranco, bellissimo e raro uccello nazionale, orme di puma e caffè biologico alla vaniglia (www.cafelasflores.com).

Tenerezza infinita a Playa El Coco vicino a San Juan del Sur sul Pacifico (www.playaelcoco.com.ni) dove decine di cuccioli di tartaruga raggiungono per la prima volta l’Oceano al tramonto. E la notte alla vicina spiaggia del Refugio de Vida Silvestre La Flor, riserva naturale, una processione di tartarughe deposita le uova per poi ritornare al mare, dirette in Australia. Chi nascerà deporrà le uova in questa stessa spiaggia. Bussole genetiche insondabili. Da agosto a gennaio sono decine di migliaia, con un picchio a settembre e ottobre (anche 3000 in una sola notte).

tartarughina playa el coco copia

L’ultima città è León: fascino coloniale un po’ decadente, anima rivoluzionaria, murales, ragazzi che vendono granite su carrettini con slogan religiosi, bus pubblici simili a camion. E la più grande cattedrale del Centromerica dal cui tetto candido come neve svetta lontana la corona di vulcani. Soggiorno d’atmosfera a El Convento, hotel-museo (www.elconventonicaragua.com).

Vulcano Momotombo dal lago di Managua copia

Il tour operator Vuela, specializzato in Centro e Sud America, propone Nicaragua Classico: 9 giorni (da 1.380 euro, tasse escluse, + 2 notti a Panamà City da 485 euro). Info: www.vuela.it. Per il nuovo volo Tap Lisbona-Bogotà-Panamà City: www. www.flytap.it. Info: www.visitpanama.com, www.visitnicaragua.com, www.intur.gob.ni.

Articolo pubblicato su Il Giornale il 19 ottobre 2014

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