Dai Fenici a Bourguiba i tremila anni di storia di Monastir, perla del Mediterraneo

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testo e foto di Giovanni Bosi

 

Per i Fenici era Rous Penna, con i Romani è diventata Ruspina. Oggi si chiama Monastir e il suo nome attuale evoca immediatamente una delle principali mete turistiche della Tunisia che si affacciano sul Mediterraneo. Odori, colori e persino i rumori sono quelli propri di una località del Sahel tunisino, la storia è quella tipica di un centro che ha legato le sorti alle vicende del Mare Nostrum. E dunque per chi arriva in questa città, c’è molto da scoprire. A partire dall’antico Ribat, fino al grande mausoleo di Habib Bourguiba, il padre della moderna nazione.

 

La storia antica di questa città – a 165 km a sud-est di Tunisi, in prossimità di Sousse – si può comprendere considerando la sua collocazione geografica: una posizione strategica sull’estremità meridionale del golfo di Hammamet, sulla punta di una piccola penisola rocciosa che lo separa dal golfo di Monastir. Un luogo di grande impatto grazie al blu del Mediterraneo ed oggi anche di valenza ambientale visto che a circa 16 chilometri ad est c’è l’arcipelago delle isole Kuriate, riserva naturale della Tunisia. Nel I millennio avanti Cristo per primi furono i Fenici a comprenderne il valore…

L’emblema di questo centro, a cui si arriva dopo il primo approccio con la Marina, il porto turistico ricavato fra la punta rocciosa e le isolette di Sidi El Gadamsi e di Lostaniah, è proprio il grande Ribat, costruito a nord-est della città sulla collina più alta, la cui torre di guardia domina sia la vista sul mare che sul territorio. Una funzione di grande rilievo in una rete urbana unica nel suo genere in Tunisia, caratterizzata dalla presenza in un raggio di cinquanta metri, di altri due ribat (Ribat Sidi Dhwib, IX secolo) e (Ribat-Sayed, XI secolo), di una grande moschea (secoli IX – XI) e di due oratori dell’XI secolo (at-Tawba Masjid et Masjid al-Ansar). A realizzare il grande Ribat tra il 795 e il 796 – per essere poi inglobato tra il IX e XI secolo nelle fortificazioni – è stato il governatore Hartham ibn Ayoun per ordine del califfo Abbaside di Baghdad in Iraq, Haroun Arrachid. Un monumento religioso e militare al contempo, trasformatosi in un centro di devozione e un rifugio difensivo arabo dagli attacchi a sorpresa, fino ad assumere un ruolo culturale ed accademico. Tante trasformazioni a cui sono inevitabilmente seguiti numerosi rimaneggiamenti, che tuttavia non lo hanno modificato nel suo aspetto globale essenziale.

L’entrata del Ribat si apre ai piedi di una torre poligonale; un corridoio a forma di gomito, fiancheggiato da sale di guardia, conduce al cortile, dove nell’angolo sud-est si eleva il Nadhour, un’altra torre di vedetta circolare. Al primo piano, nell’antico oratorio, è stato allestito un museo d’arte islamica che raccoglie manoscritti miniati, tessuti copti dal IV all’VIII secolo, tessuti tulunidici del IX secolo, vetrerie fatimide del X e XI secolo, ceramica abbasside, monete d’oro e d’argento del X e XI secolo, una meridiana di marmo, contratti di matrimonio ottomani e soprattutto un pezzo unico: un astrolabio arabo in rame costruito a Cordova nel 927. Di certo in più di .3000 anni di storia, Monastir ha saputo dare il suo contributo nello sviluppo del bacino mediterraneo. Dalla cima del Nadhour si può ammirare uno splendido panorama della città e l’infinito blu del Mediterraneo che la circonda. Il Ribat, utilizzato in più occasioni come location cinematografica, in estate diventa la cornice del Festival internazionale di Monastir.

Dalle antiche vestigia ad un luogo che documenta la storia più recente della Tunisia: il mausoleo del presidente Bourguiba, alle spalle del cimitero nel centro della città. L’impatto che riserva al visitatore è notevole, sia per vastità dell’area che occupa, sia per l’imponenza e la ricchezza della struttura, a cui si arriva dopo aver percorso un ampio viale lastricato in porfido, costeggiato da due fasce di verde che inquadrano il complesso bianco composto da tre cupole (due di colore verde e una dorata) e da due minareti. E’ qui che riposa Habib Bourguiba, il primo presidente della Tunisia, considerato il padre della nazione moderna.

La costruzione del mausoleo è iniziata nel 1963 e dal 1990, anno della sua scomparsa, ne ha accolto il feretro, dove in precedenza erano stati sepolti sia i genitori che la moglie. In un’ala della struttura è stato allestito un museo con cimeli, documenti, fotografie ed abiti del presidente, a documentazione della sua vita e della sua attività politica.

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