Dalmazia, la selvaggia isola croata di Mjet, paradiso naturale

Dalmazia, la selvaggia isola croata di Mjet, paradiso naturale

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Molti la definiscono una delle più belle e incontaminate isole dell’Adriatico. Nel 2015 il quotidiano inglese The Guardian l’ha inserita tra le 10 migliori isole europee per il paesaggio e la natura selvaggia. Mljet/Meleda, come la chiamarono Greci e Romani ricavando il nome dal miele, si presenta come una striscia montuosa di roccia calcarea e carsica, alta fino a 500 m, lunga 37 km e larga 3 (poco più grande quindi di Pantelleria), che si erge parallela alla costa poco più a sud dell’isola di Korcula/Corzula e alla penisola di Peliesac, considerate tra i luoghi più rilassanti della costa croata. Costituisce una delle più meridionali tra le 1.244 isole disseminate lungo la costa orientale adriatica, quasi all’altezza di Dubrovnik e al termine della Croazia; il versante meridionale, più esposto al mare aperto ed alle intemperie, si presenta più ripido, mentre quello settentrionale, assai più frastagliato, accoglie suggestive baie riparate con minuscole spiagge, porti e minuscoli villaggi. Al centro corre l’unica strada a collegare i pochi abitati, poco battuta perché è vietato sbarcarvi auto di non residenti, i quali a sua volta vi abitano solo in estate, vivendo un po’ di viticoltura, di pastorizia, di pesca e, soprattutto, di turismo. Vi si accede in barca e traghetto, con un turismo soprattutto giornaliero, e ci si sposta a piedi, in bici, in motorino o con piccole auto a nolo, senza mai violare una quiete endemica che vi regna da sempre sovrana; se in piena estate traghetti, sentieri, spiagge e ristoranti possono risultare relativamente affollati, per tutto il resto dell’anno vi predomina una pace assoluta, a volte anche eccessiva Nota ai Greci fin dal IV sec. a:C., che vi sostavano per attingere acqua, e poi insediamento romano (quando vi approdò l’apostolo san Paolo nel 61), quindi Illiri, Bizantini, Slavi e Avari, finchè dal 1333 entrò nell’orbita della Repubblica di Dubrovnik. La leggenda la identifica con l’omerica isola Ogigia, dove Ulisse nel suo peregrinare si fermò per ben sette anni, attratto dalla bellezza del luogo e dalle grazie della ninfa Calypso. Sulla prima possiamo garantire.

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Un terzo dell’isola, tutta la parte nord occidentale, quella più affascinante perche composta da una conformazione estremamente articolata, dal 1960 è protetto come parco nazionale e quindi privo di costruzioni. Si tratta di colline interamente ricoperte da boschi di pini marittimi, querce, lecci, cipressi, ulivi e macchia mediterranea, che scendono fino a mare, su una costa punteggiata da penisole, scogliere, grotte, insenature con minuscole spiagge dalle acque di cristallo, il tutto solcato da una rete di sentieri che conducono ai gioielli centrali, due laghi, il Veliko Jezero/ Lago Maggiore (145 ettari di superficie) e il Malo Jezero/Lago Minore (soli 24 ettari). Questi suggestivi specchi d’acqua cobalto sono in contatto con il mare attraverso due pregevoli fiordi naturali, e tra di loro da un breve canale artificiale, dove un tempo esisteva un mulino per sfruttare la forza della corrente idrica. Entrambi subiscono quindi le maree, e a causa della forte evaporazione presentano acque assai più salate, ma anche più calde, una delizia per i bagni in bassa stagione. Ciliegina finale, il lago maggiore possiede una minuscola isola, interamente occupata dal monastero benedettino di Santa Maria, un’apprezzabile struttura originaria romanico-pugliese con successivi rifacimenti rinascimentali e barocchi, con tanto di chiostro e relativa abbazia, una location ideale per parecchi matrimoni in uno dei luoghi più romantici dell’intera Dalmazia. Il parco di Mljet protegge anche cervi, cinghiali, mufloni, conigli selvatici, una rara specie di tartaruga e, curioso, una folta popolazione di manguste indiane. Queste ultime vennero introdotte volutamente con una dozzina di esemplari nel 1910 per combattere le vipere, con il risultato che oggi le vipere sono sparite e in compenso le manguste sono diventate eccessive ed estranee all’ambiente. Il mare offre in abbondanza frutti di mare e crostacei come capesante, cozze comuni, vongole fasolari, le innocue meduse celesti e la cozza necchena, un bivalve lungo fino ad un metro, il maggiore del Mediterraneo. Per il suo peculiare habitat, in un recente passato le sue spiagge deserte per gran parte dell’anno hanno offerto sicuramente ospitalità anche alla sempre più rara foca monaca. Le immersioni sub sono ammesse solo tra metà giugno e metà settembre, ad oltre 500 m dalla costa: oltre a belle scogliere sommerse, esse offrono il relitto di una nave da guerra tedesca e quello di una nave oneraria romana piena di anfore. In estate traghetti e battelli traghetti la collegano giornalmente da Sobra e Polace con Trstenik e Proprratno, sulla penisola di Peljesac, e con Dubrovnik; vi sono diversi ristoranti, un solo albergo a Pomena, residence e camere presso privati. Ad ovest si trovano i minuscoli abitati di Pomena, a 15 minuti dal Malo Jezero, Polace con il suo porticciolo in estate traboccante di lussuose imbarcazioni in una baia da sogno, i resti di un palazzo romano del I-IV sec. e di una basilica paleocristiana, Sobra, porto da pesca e paradiso per i velisti, e Soline, antiche saline da piscine naturali, tutti gravitanti attorno al parco nazionale, poi Babino Polje al centro, capoluogo tra vigneti e uliveti e punto di accesso alla Grotta di Ulisse (un traforo geologico con accesso da terra e dal mare), ad est la baia di Prozurska Luka e le calette rocciose di Saplunara, riparata dai venti e con una lunga spiaggia di sabbia, cosa rara in Croazia. Una pista pedonale e ciclabile di 5 km tra Pomena e Soline aggira il lago maggiore con una piacevole passeggiata, in un contesto di selvaggia bellezza. La cucina locale, di terra e di mare, da sola meriterebbe il viaggio: pesce sempre fresco, polpo e frutti di mare, agnello, capretto e cinghiale cotti sotto le braci nella peka, un forno a campana; e al tramonto un aperitivo con il corposo vino rosso locale e cozze crude al limone. Mljet, un’isola straordinaria fuori dalla calca, ideale per quanti sono alla ricerca di natura e silenzi assoluti.

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L’operatore “Il Piccolo Tiglio” (tel. 0381. 72 098, www.ilpiccolotiglio.com), dal 1980 specializzato per ogni tipo di turismo e vacanza in tutte le nazioni dell’ex Jugoslavia, propone nel catalogo Croazia Mare 2016 fino a fine ottobre soggiorni settimanali nell’unico albergo esistente di Mljet, nel borgo di Pomena all’interno del parco nazionale, un tre stelle ideale per le famiglie e per quanti cercano quiete, dotato di aria condizionata, bar e taverna, gelateria, terrazza con musica, miniclub, beauty e fitness center, saune e massaggi, garage, noleggio auto, moto, bici, windsurf, canoe e barche, diving center; sette mezze pensioni in doppia costano da un minimo di 200 ad un massimo di 614 euro, secondo periodo e sistemazione: un pasto costa da 5 a 8 euro. Meno di cosi ! Si può giungere a Mljet in auto via terra da Trieste (660 km), con traghetto da Ancona a Spalato o da Bari a Dubrovnik, in aereo da Venezia, Milano e Roma su Dubrovnik. L’operatore si preoccupa anche delle relative prenotazioni. Consultazioni sul sito web, informazioni via telefono o email (info@ilpiccolotiglio.com), prenotazioni presso le migliori agenzie di viaggi.

 

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