Confindustria Alberghi: 2021 anno drammatico, -55% ricavi

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(LaPresse) – Il 2021 è stato un anno drammatico per l’industria alberghiera italiana. È quanto emerge dai dati dell’osservatorio Confindustria Alberghi. Il 2021 si chiude con un tasso di occupazione camere che fa registrare il -48,6%, con punte nelle città d’arte, che toccano -58% a Roma e -56,1% a Firenze e con Venezia e Napoli rispettivamente -57% e -43%. Non va meglio sul fronte dei ricavi dove la perdita media arriva al -55% con le città d’arte che si attestano al – 65%. Pesa sul settore l’assenza del turismo internazionale. Quest’anno gli arrivi internazionali – in massima parte europei – si fermeranno a 36 milioni. Un dato drammatico se si considera che rispetto al 2019 mancano oltre 60 milioni di viaggiatori stranieri, e che impatta fortemente sui conti del settore con una perdita di 25 miliardi di euro di spese turistiche.

“Due anni come questi mettono a durissima prova le nostre imprese, una difficoltà ulteriormente accentuata dall’assenza di aiuti che da luglio scorso non sono più stati rinnovati per le imprese del settore. Lo scorso 16 dicembre alle aziende alberghiere italiane è stato chiesto di pagare oltre 268 milioni di Imu, così come è stato richiesto il pagamento integrale dell’imposta sui rifiuti malgrado la produzione sia praticamente nulla in considerazione dell’attività così ridotta. Per non parlare degli affitti dove le aziende sono state lasciate sole a fronteggiare un costo divenuto oggettivamente insostenibile”, dichiara Maria Carmela Coaliacovo, presidente di Confindustria Alberghi.

 

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