CERCANDO LONDRA

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CERCANDO LONDRA
Testo e foto di Matilde De Poli

”..mi ricordi Londra snob e bionda con un filo di follia”, canta Michele Zarrillo dalle cuffiette del mio I-pod. Il pilota scalda il motore dell’aereo, destinazione Gran Bretagna. Ma com’è Londra? Zarrillo di sicuro è sbrigativo. Una definizione insolita ma calzante sta nel motto ”MIND THE GAP”, ricordati del salto, scritto in caratteri cubitali sul pavimento di ogni banchina della Underground londinese.
In effetti la differenza, quel ‘’salto” che divide Londra da noi, per stile di vita, consuetudini, approccio alle situazioni, si nota subito. Prima di tutto il paesaggio che ti accoglie, quella campagna inglese con i prati ben livellati, i tetti spioventi dei cottages che spuntano dalla bruma plumbea, l’aria densa di umidità, evoca l’atmosfera da tipico romanzo di Jane Austen. Man mano, però, questa tranquilla monotonia sfuma, e appaiono tante villette a schiera in mattoncini rossi, inframmezzate da palazzi con le scale antincendio ancora esposte, che costituiscono i quartieri periferici di Londra.
Questa città è il frutto dell’unione progressiva di diversi villaggi, sorti, in epoca antica, attorno al nucleo romano di Londinium, e proprio per questo ogni quartiere mantiene ancora oggi delle caratteristiche specifiche. Passeggiando per Londra capita di percorrere delle vie familiari, perchè, pur essendo molto estesa, grazie anche ai bellissimi parchi e alle innumerevoli aree verdi, presenta molti punti di riferimento. E la magia di questa capitale sta proprio nell’immergersi nel traffico quotidiano per trovare, più o meno per caso, svoltato un angolo, i principali monumenti storici. Una Londra, quindi, misteriosamente famosa.
Nodo nevralgico della metropoli è Trafalgar Square, la piazza delle due fontane, il cui lato nord è costituito dall’imponente struttura neoclassica della National Gallery. Da qui si possono raggiungere tutti i quartieri cittadini: il centro, sede del BigBang, la torre dell’orologio più preciso del mondo incorporato nella struttura delle Houses of Parliament, e dell’abbazia di Westminster, solenne gioiello dell’ architettura gotica inglese; i raffinati quartieri residenziali del Nord; la City, cioè l’avveniristica area economica-commerciale dominata dall’ "Huge Cucumber" ed il tradizionalmente multietnico, disordinato e coloratissimo West End di Soho. Si estende infine, una volta attraversato il Tamigi, che divide in due la città come una lunga cicatrice, il quartiere Sud. Quanto sia affascinante rintracciare i luoghi di Shakespeare e Marlowe, i loro teatri dalla storia travagliata, i retroscena dei poeti e degli attori ‘’maledetti” dalla buona società elisabettiana, lo si apprezza solo esplorando personalmente. Se per oggi può bastare (di strada ne abbiamo percorsa!), l’ottocentesco Tower Bridge, che riprende lo stile architettonico della limitrofa Tower Of London, cassaforte dei gioielli della corona, garantisce un passaggio panoramico incredibile, simile allo skyline delle due ‘’banks” ( "rive" ) offerto dal futuristico ‘’Millemnium bridge”, costruito, insieme alla Grande ruota, alle porte del nuovo millennio. I tramonti della regale, sfarzosa, volubile e vitalissima Londra, auguro di goderli proprio dalla cima di quella montagna artificiale.

Matilde De Poli

 

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