Cayman Isaland

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di Stefano Passaquindici

Affiora nel bel mezzo del Mar dei Carabi, tra Cuba e Giamaica, eppure Grand Cayman ha davvero poco in comune con queste due isole considerate patria del divertimento chiassoso. Particolarmente tranquilla, è un paradiso per subacquei e appassionati di bird-watching; insolita per i suoi prati all’inglese curati come quelli di Windsor (le Cayman sono protettorato britannico); chic per la candida presenza architettonica del bianco coloniale che si alterna placido sulle facciate di ville e grandi palazzi, stridendo un po’ con i ritmi caraibici dei colori pastello delle case comuni. Metodica e tradizionalista, ma anche incredibilmente bella nella sua natura spettacolare. Quest’isola – scoperta nel 1503 da Cristoforo Colombo e ribattezzata dal navigatore "Las Tortugas" per il numero di tartarughe marine che si trovavano nelle sue acque – è la più grande di un arcipelago di tre isolette, le altre sono Brac e Little Cayman. Nel corso dei secoli rifugio di pirati e paradiso per pescatori, subacquei, turisti e finanzieri. Chiamatele isole Tortugas, chiamatele Cayman, chiamatele anche semplicemente, per una delle caratteristiche che le rende celebri al mondo, paradisi fiscali: qualsiasi sia il nome che vorrete dare loro, servirà ad evocare scenari caraibici, spiagge bianchissime contornate da verdi palme che si gettano su un mare tipicamente cristallino. A Grand Cayman si trova la Seven Mile Beach, una delle spiagge più spettacolari dei Carabi, 12 chilometri di candida sabbia. Le Cayman sono rinomate come paradiso per le immersioni – sono almeno 400 i punti segnalati – e offrono un meraviglioso mondo sottomarino: barriere coralline punteggiate di relitti di navi ed infinite varietà di pesci tropicali. Assolutamente da non perdere il famoso Cayman Wall, che sprofonda negli abissi dell’oceano per centinaia di metri, interrotto da grotte e canyon e la "città delle razze", la più affascinante immersione al mondo a soli quattro metri di profondità dove i sub, ma anche chi si immerge soltanto con maschera e pinne, possono nuotare e giocare in compagnia di un centinaio di razze.

Stefano Passaquindici

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