Caorle, borgo di mare

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Caorle, borgo di pescatori
Caorle, borgo di pescatori

 

Caorle registra ogni anno quasi cinque milioni di presenze. Sono turisti che amano la tintarella, famiglie che dopo la spiaggia passeggiano per il centro storico di Caorle alla ricerca di piatti tipici (il pesce è una tradizione locale, che affonda nell’origine del borgo di pescatori, ma ci sono anche il riso superfino Carnaroli e il miele di Barena dell’isola Santa Cristina) e colgono l’occasione per visitare un angolo di paradiso tra terra e mare dove le casette colorate si affiancano alle bellezze della flora e fauna locale e gli eventi ritmano le stagioni.

Caorle Wonderland

 

 

Caorle Wonderland

Abbiamo visitato la città in occasione dell’evento Caorle Wonderland, un villaggio natalizio ispirato a quello dell’Hyde Park di Londra che si prefigge come obiettivo quello di destagionalizzare il turismo e di portare centinaia di migliaia di visitatori nel periodo di dicembre e gennaio, dove generalmente il paesello è deserto, abitato solo dai poco più di diecimila residenti.

L’allestimento del villaggio è fiabesco. Da ricordare il castello dei cani, dove una dog sitter accoglie i quattrozampe permettendo ai visitatori di muoversi liberamente tra giostre: quella dei cavalli di Osvaldo Spini del 1968 è unica in Italia, c’è poi la Star Tower alta 37 metri e non vanno dimenticate le luminarie provenienti dal Salento con pali auto-reggenti grazie ad un ingegnoso sistema di tiranti, ma anche le bancarelle natalizie, la pista per il ghiaccio e la rambla food, con i migliori food truck internazionali.

Caorle meta gastronomica

Un itinerario ideale, da realizzarsi d’inverno, può partire dal mercato ittico. Ci sono circa una ottantina di pescatori che escono in mare la notte, di solito verso le due. Il ritorno a Caorle è programmato nel pomeriggio, tra le 15.30 e le 17.30 quando avviene l’asta silenziosa, unica nel suo genere: il titolare della pescheria o il ristoratore propone sottovoce all’orecchio dell’astatore Nicola Milan, un ex pescatore classe 1978, il proprio prezzo.

Asta silenziosa

L’astatore può scegliere se fare un secondo giro di “offerte silenziose” o se far dichiarare a chi ha proposto il prezzo più alto il valore finale di acquisto. “Questo è un mondo a parte”, racconta lui tra un canestrello e un folpo. “C’è chi finge di alzare il prezzo ma non mi dice nulla, chi controlla la gola dei rivali per leggere i numeri. Qui passano i prodotti ittici locali, come il celebre moscardino di Caorle, ma anche le uniche vongole biologiche e il canestrello bianco che nasce solo in questa zona”.

C’è poi la questione relativa al dove dormire e al dove mangiare. Noi siamo stati ospitati all’hotel 4 stelle “Aqa” che ha il vantaggio di avere un parcheggio privato a due passi dalla spiaggia e un ristorante storico, il Duilo, all’interno del quale c’è una tipica barca caorlotta. Ma vale la pena, per pranzo o cena, provare anche i piatti dell’“Antico Petronia” di Massimiliano Bertoncello, in centro storico: edificio dei primi del Novecento, è il più antico ristorante di Caorle. È facile trovare il titolare al mercato del pesce, a trattare coi rivali il miglior pescato per servirlo, poche ore dopo, ai propri commensali.

Canestrelli bianchi crudi

Per gli amanti delle tradizioni, indimenticabile la visita all’Isola dei Pescatori, suggestivo villaggio cui si accede da un piccolo sentiero dove vive una colonia di gatti o tramite delle gite in barca che partono dalla zona centrale della cittadina. Qui abbiamo incontrato Riccardo Benatelli. “Fino a qualche anno fa c’era più turisti anche grazie alle navi, mentre adesso le normative impediscono una fruizione completa dell’area”, ci spiega. “Per questo l’amministrazione comunale sta lavorando al “Piano Casoni” per far rinascere questa zona, che negli anni Ottanta era finita distrutta in un rogo”. Il luogo è magico ed è popolato da gente di mare. Indimenticabile una chiacchierata con Giancarlo Trevisan, sosia di Vasco Rossi e star locale dopo le comparsate televisive. Tra i casoni più celebri, c’è anche quello di Giovanni David, collocato in strada Pollastrona, che è al contempo cucina per gli amici e museo delle tradizioni locali. Il proprietario racconta storie di anni andati e di ospiti illustri, politici e imprenditori noti a livello internazionale che passano per la sua mensa in notti dove leggenda e realtà si confondono nella narrazione.

Caorle e la storia

Caorle però non è solo enogastronomia. Lo spessore della storia locale è enorme, ed è fotografato dalle bellezze del centro storico: il Duomo di Santo Stefano del 1038 col suo campanile, esempio unico al mondo per la sua cuspide conica e per la struttura cilindrica inclinata quasi fossimo a Pisa, alta 47 metri. Ma c’è anche il Museo parrocchiale con le varie reliquie (da citare il cranio di Santo Stefano) e la possibilità di una camminata lungo la “scogliera viva” dove gli scultori hanno inciso le loro opere d’arte per arrivare alla chiesetta sul mare, la Madonna dell’Angelo (a proposito: a settembre 2020 ci saranno le celebrazioni quinquennali).

D’estate, in caso di maltempo, ci sono poi altre due strutture possono far passare al turista per mezza giornata didattica.

Una è Ca’ Corniani, complesso produttivo e residenziale che sorge su uno spazio di oltre 1.700 ettari. “Un tempo, era un zona paludosa, poi bonificata ed infine popolata: negli anni Cinquanta grazie ad un modello economico basato sulla cooperazione di una ottantina di mezzadri circa tremila persone vivevano qui”, spiega l’enologo Fabrizio Tonon che ha l’incarico di promuovere a livello turistico la struttura, che ora è operativa solo come cantina. “Poi l’agricoltura intensiva e l’abolizione della legge sulla mezzadria svuotano il centro negli anni Ottanta. Ora abbiamo il progetto di diventare polo formativo legato all’agricoltura”.

L’altro è il Museo nazionale di archeologia del Mare realizzato nella restaurata azienda agricola Chiggiato, che ospita due esposizioni. La prima propone i reperti archeologici di maggiore interesse recuperati a Caorle e nelle aree limitrofe; la seconda è dedicata al Brick “Mercurio”, un’imbarcazione costruita in epoca napoleonica e ceduta dai francesi agli italiani. La storia della nave sembra è quella di un film, narrata attraverso la battaglia di Grado, di come venne affondata e di come poi venne scoperta e rivalorizzata dai sub.

“Accoglienza dedicata a chi ama la spiaggia, ma anche proposte culturali e la storia millenaria di un paesello conosciuto in tutto il mondo e che adesso sfida i “vicini di spiaggia” per diventare leader nel turismo”, questa la ricetta dell’accoglienza spiegata dagli assessori Giuseppe Boatto e Alessandra Zusso. Ma tra gli obiettivi degli amministratori anche la valorizzazione del turismo green e attivo: è in fase di realizzo il collegamento via mare riservato bici e pedoni verso la spiaggia della Brussa (zona verde) che sarà pronto entro qualche mese. “Caorle non è solo mare, vi aspettiamo”.

Caorle borgo di mare

 

Mauro Pigozzo

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