Azzorre: gli skyrunner nell’isola del vento alla Golden Trail Championship

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©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Davide Sousa

di Mauro Pigozzo

 

Quel manipolo di skyrunner nell’isola del vento e del vulcano.

Il racconto della Golden Trail Championship nell’isola Covid-free di Faial, alle Azzorre

 

 

L’isola di Faial è al centro dell’arcipelago delle Azzorre, sosta obbligata nelle traversate sull’oceano Atlantico tra Europa e Caraibi. È questa la location scelta per la Golden Trail Championship, un evento organizzato da Salomon che rappresenta una sorta di “finale mondiale” per gli atleti vincitori di un circuito internazionale di gare di corsa in montagna tra le più dure e spettacolari di sempre. Si è corso per quattro giorni, dal 29 ottobre al primo di novembre 2020. Erano presenti duecento top runner, tra di loro anche una dozzina di italiani.

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Davide Sousa

È stata l’occasione perfetta per un tour che mischia la sana vita outdoor alle piccole perle di enogastronomia locale. Il tutto in un ambiente Covid-free: chi entra nell’isola è sottoposto ad un tampone e quindi alla quarantena in attesa dell’esito. In tutte le nove isole delle Azzorre si sono registrati meno di quattrocento casi di Covid, ad oggi è uno dei paesi più sicuri al mondo.

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Pedro Silva

Faial è lunga 21 chilometri e larga 14, vi vivono 15 mila persone, ha una vegetazione tropicale e nasce su un vulcano. Il nome deriva dalla parola locale con la quale si definiscono i “faggi”. Ma molti turisti la conoscono con il nome di “isola azzurra” per via delle ortensie, presenti ovunque e capaci di creare cattedrali vegetali di rara poesia.

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Pedro Silva

Il luogo più noto è Cabeço Gordo: con 1.043 metri di altitudine è il punto più alto. Vicino c’è il cratere chiamato Caldeira, con circa due chilometri di diametro e un sentiero che lo percorre. L’ultima eruzione è capitata nel 1958 e ha aumentato la superficie dell’isola di due chilometri quadrati, tanta lava è uscita nell’oceano. L’ultimo terremoto è del 1998: si vive in una bellezza crudele, una natura sempre pronta ad esplodere la sua rabbia oceanica sul lavoro dell’uomo.

Luca Del Pero durante la gara

I runner hanno corso in quattro tappe per oltre cento chilometri complessivi, scalando un muro di più di cinquemila metri. Di fatto, hanno percorso tutti i sentieri che un turista possa desiderare. Da oceano ad oceano, passando per strade sterrate, giungla, sabbia lavica, massi del vulcano, prati fangosi, salite contorte e discese verticali, sentieri dentro gallerie e spazi aperti nella vegetazione o su soffice erba.

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Davide Sousa

Per inciso: il tempo è stato inclemente, e ciò ha reso l’avventura ancora più intensa: venti che soffiavano a cento all’ora, piogge improvvise e torrenziali, nebbia fitta e calda dal sapore salino.

Ma a rallegrarli c’erano le centinaia di mucche al pascolo che producono una gamma di formaggi molto interessanti. Per gli appassionati di vino, da notare che l’isola vicina, Pico, si sta imponendo all’attenzione per la propria viticultura eroica, alla base di un vulcano alto 2.400 metri: fino ad una decina di anni fa c’erano i pionieri, oggi sono coltivati quasi mille ettari e iniziano le prime forme di enoturismo.

 

Dimitra Theo

Gli atleti però hanno potuto godere dell’enogastronomia locale solo dopo le gare, ovviamente. A proposito, un inciso per gli appassionati di skyrunning: tra gli uomini si è imposto il polacco Bart Przedwojewski, seguito dallo statunitense Jim Walmsley e dal francese Frederic Tranchand. In campo femminile, vittoria per la svizzera Maude Mathys, seguita dalla statunitense Rachel Drake e dalla francese Blandine L’Hirondel.

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ Philipp Reiter

Gli appassionati di vela a livello globale conoscono poi l’isola per i raduni annuali e le competizioni che si svolgono, per tutti gli altri l’attrattiva turistica più nota proviene dal mare. Faial è famosa per le balene e i delfini, ci sono una trentina di specie diverse che nuotano in queste acque. La gita per vederli dura qualche ora, ci sono operatori lungo tutto il porto che organizzano escursioni quando il mare è calmo. Va detto che per vedere le balene è meglio scegliere il periodo estivo. Da un anno a questa parte però rimane dodici mesi su dodici in zona un capodoglio, che però spesso preferisce nascondersi a duemila metri sotto il mare.

Credts: @Lisa Steiner

I delfini invece sono ovunque, vederli danzare in acque libere dona una emozione unica. Inoltre, navigare con la barca attorno all’isola mette in mostra degli squarci di roccia dalle forme fiabesche, con grotte dove le onde si infrangono e generano forme e stantuffi spettacolari.

                   ©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run @jsaragossa

A proposito di come le onde sappiamo esprimere la loro rabbia, una delle icone dell’isola è una foto scattata nel 1986 nel pieno di una tempesta gigantesca. Nella baia di Horta (Puerto Mìtico), dove si è corso il prologo della Golden Trail Championship, piombarono onde alte anche venti metri. Un fotografo immortalò l’avvenimento. Ma solo due anni dopo si rese conto che quello catturato dall’obiettivo sembrava la faccia di Nettuno appoggiato su un cuscino, che in realtà è una scogliera alta settanta metri.

Nettuno

L’altro punto di interesse è il porto, dove sono evidenti centinaia di affreschi: ogni marinaio deve disegnarne uno per evitare l’ira dell’oceano. Ma a testimoniare la

©️GoldenTrailSeries®️ – Azores Trail Run®️ jsaragossa

storia leggendaria dei lupi di mare che sostavano qui nelle epiche traversate dall’Europa ai Caraibi c’è anche il Bar Sport di Peter, un locale iconico per i marinai di mezzo mondo, che prima dell’epoca di internet lo utilizzavano anche per lasciare messaggi e oggetti ad altri lupi di mare. La specialità qui è il gin con la maracuja. L’epilogo ineluttabile per il viaggiatore che cerca quiete di fronte ad una natura tanto selvaggia e meravigliosa.

 

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