Quest’anno sull’altopiano di Asiago il turismo è slow

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di Paolo Brinis

 

Cinque itinerari per scoprire l’altopiano di Asiago, nel vicentino, all’insegna di una vacanza slow, green e rispettosa dell’ecosistema.

 

 

Si percorrono senza difficoltà a piedi o in bicicletta; percorsi tutti interessanti non solo sotto l’aspetto naturalistico, ma anche storico e culturale. E per chi vuole affrontarli in compagnia, si possono prenotare escursioni con guide esperte.

Si può iniziare inerpicandosi su Calà del Sasso, la scalinata più lunga d’Italia. 4.444 gradini irregolari di calcare grigio tra rocce e strapiombi, l’antica via dei taglialegna, dove rotolavano i tronchi destinati ai cantieri navali della Serenissima Repubblica di Venezia.

Il Forte Interrotto è invece un’ottocentesca caserma militare trasformata in fortezza durante il primo conflitto mondiale. Si trova a quasi 1400 metri di altitudine;  ristrutturato di recente, con le sue torrette e la piazza d’armi, è spesso utilizzato per esposizioni d’arte o per spettacoli teatrali.

Di grande interesse anche il Museo all’aperto della Grande Guerra di Monte Zebio che ospita un complesso sistema di trincee e gallerie. Tutto intorno, foreste  di abeti e mucche al pascolo.

 

L’Osservatorio astrofisico è uno dei più importanti d’Italia: una finestra spalancata sul cielo diurno e notturno. Si trova in località Pennar, a 1050 metri di altitudine, ed è proprietà dell’Università di Padova.

Per finire il Museo dell’acqua: un viaggio sopra e sotto la superficie, tra cisterne, pozzi di racconta, bacini d’alpeggio e fenomeni carsici, alla scoperta di un elemento così vitale per l’uomo e la natura.

Questi 5 itinerari fanno parte del programma “Futourist”, finanziato dal fondo europeo di sviluppo e cooperazione transfrontaliero Interreg. Italia-Austria. Un progetto che punta alla promozione di un turismo emozionale, per scoprire o riscopre i territori montani, la biodiversità, la mobilità sostenibile e il rispetto dell’ambiente.

E proprio sulla sostenibilità ambientale, Asiago, con una ordinanza entrata in vigore all’inizio dell’estate, è uno dei primi comuni di montagna ad essere “plastic free”: banditi tutti gli oggetti di plastica monouso nei boschi e nei luoghi pubblici – dai piatti alle bottigliette, dai bastoncini cotonati alle cannucce per bere – nel rispetto dell’ambiente e della natura.

 

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