Mi sposo in masseria

Matrimoni da favola alla Masseria San Nicola di Savelletri di Fasano

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di Elena Pizzetti

Una distesa sconfinata di ulivi dai riflessi argentei a soli tre chilometri dal mare nell’entroterra di Savelletri di Fasano, in provincia di Brindisi. E una masseria storica costruita nel 1600 dal Principe di Carbonelli, la Masseria San Nicola (www.masseriasannicolasavelletri.com), dall’Ottocento residenza di vacanza della famiglia Camicia originaria di Monopoli, ancora sua attuale proprietaria. Eccomi arrivata in un luogo non comune. Non un hotel, non un resort, ma l’autentica residenza di una famiglia che, negli anni Novanta, ha deciso di creare nelle antiche dipendenze dimore per ospitare gli amici. “Questo desiderio di condividere la nostra casa con gli amici più cari è lo spirito che abbiamo voluto conservare quando abbiamo deciso sei anni fa di aprire la masseria agli ospiti esterni” spiega Silvia Camicia che, con la figlia Francesca, si dedica da anni alla struttura. Laddove un tempo abitava il massaro, ci sono oggi quattro abitazioni con cucina che dispongono di una piscina loro riservata. Possono essere affittate singolarmente anche per brevi periodi. Nella casa padronale sono state invece ristrutturate sei camere eleganti, ognuna con bagno, e vengono affittate insieme agli spazi padronali, piscina riservata inclusa. A disposizione c’è il personale della masseria: Madia, la cuoca, che mi fa trovare in camera una crostata profumatissima, Antonella il suo braccio destro, e Piero, preziosissimo tuttofare che è nella proprietà da quarant’ anni. In masseria Madia cucina e svela volentieri i suoi segreti: scopro così come fare orecchiette e panzerotti gustosissimi, e in questa atmosfera quasi di altri tempi, chiedo anche di sperimentare un massaggio nel  frantoio ipogeo che, insieme alle antiche stalle, è stato recuperato dopo un’attenta ristrutturazione. A disposizione degli ospiti ci sono le biciclette e mi diverto a pedalare tra le stradine che si snodano in questo mare di ulivi nodosi e plastici come sculture modellate dalla forza del tempo. Visitare Alberobello, Ostuni, Locorotondo e la Selva di Fasano è facilissimo perché qui basta chiedere e tutto viene organizzato in base ai propri desideri.

Madia mi racconta di stupendi matrimoni, di serate festose illuminate da mille luci attorno alla piscina  e, chiudendo gli occhi, immagino nuvole di tulle e pizzi, sorrisi e brindisi sotto questo cielo stellato di Puglia. “Abbiamo organizzato il primo matrimonio nel 2011 e fu subito un grande successo” mi conferma Silvia Camicia. “Le richieste sono sempre cresciute tanto che l’anno scorso venti coppie hanno scelto la masseria per il loro giorno più bello e quest’anno sono di più”. Canadesi, australiani che si sono innamorati della masseria a prima vista su internet, ma anche tanti italiani. Con la possibilità di rimanere qualche giorno con gli ospiti più intimi (in totale la proprietà dispone di 27 posti letto). Seguiti in ogni passo da Francesca Camicia, wedding consultant: dal catering super selezionato a ogni dettaglio sempre studiato con la massima attenzione. “Ci occupiamo dei matrimoni con lo stesso trasporto che riserveremmo a una festa in famiglia” sottolinea Silvia. “Vado a Grottaglie per selezionare le ceramiche più belle e i pumi più suggestivi. In questi frangenti la sposa diventa una figlia e le riservo la stessa attenzione”. Penso tra me a come sono fortunate queste spose vista la classe di Silvia e Francesca, “Abbiamo anche provveduto a organizzare gli spazi per il piano B in caso di pioggia: le antiche stalle e il frantoio sono stati ristrutturati e divenuti ambienti di grande fascino” sottolinea.

Ecco cosa rende tutto ciò così speciale: l’amore che generazioni di persone hanno riservato alla masseria continua nella passione di queste due donne e nel loro coraggio a mantenere autentica l’accoglienza della casa in ogni evento che la riguarda. Un prezioso punto di equilibrio tra eleganza, esclusività e calore. Con tutto lo stile di una famiglia importante. “In realtà dovrei anche sposarmi il prossimo anno” penso. E continuo a sognare. Ma anche senza pensare al matrimonio, ascolto con interesse e un pizzico di buona invidia il racconto di un gruppo di amici che la scorsa estate ha affittato la casa padronale per due settimane e che è stato tanto bene da cenare sempre in masseria. Non faccio fatica a crederlo dopo aver assaggiato le orecchiette di Madia. Chissà se la prossima volta saranno confetti.

 

Articolo pubblicato al link:

http://blog.ilgiornale.it/viaggiopervoi/2017/10/09/mi-sposo-in-masseria/

 

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