Tessalonicco, tra storia e movida

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di  Mauro Pigozzo
Raccontare una città è impresa epica. E se la città ha dentro di sé l’anima della storia e una tensione all’innovazione costante, allora l’impresa diventa quasi impossibile. Per fotografare Salonicco, poco meno di quattrocentomila abitanti in Macedonia, servono perciò alcune immagini che tentino di inquadrarla. La prima è un’emozione, è una sensazione che si percepisce nell’aria.

EROTISMO
aristoleles-square-300-dpi-by-aris-evdos-1024x576Piazza di Aristoleles, foto di ARIS EVDOS
Salonicco è definita città dell’erotismo. Un po’ per il mare che la accarezza, un po’ per la filosofia che la permea, un po’ per la ricerca di uno stile antico: qui le anziane per andare al supermercato, fino a qualche anno fa, indossavano il miglior cappotto. Atmosfere evocate da alcuni film della fine degli anni 80′, e non solo, tra cui “Il Volo” e il “Guardo Sospeso della Cicogna” con Marcello Mastroianni, ambientati nella zona tra Florina, i bellissimi laghi Prespo e le montagne greche fino ai confini con la Turchia. O forse sarà per l’energia vitale degli studenti che dominano la movida cittadina: cento, centocinquanta mila universitari invadono di giorno le aule e di notte i locali del centro alla ricerca dell’attimo.

MULTICULTURALISMO

Ma Salonicco è anche città di multiculturalismo e contaminazione. L’abbiamo visitata a metà giugno, nel giro di pochi metri quadrati, sul lungo mare, c’era chi organizzava il gay pride. Ma non c’era polizia, impegnata invece a controllare l’incontro bilaterale tra il premier greco Alexis Tsipras e l’omologo israeliano Benjamin Netanyahu. Non a caso la città ha pure il soprannome di “Gerusalemme dei Balcani” dopo aver accolto migliaia di ebrei nel corso degli anni ed essersene vista privata durante la seconda guerra mondiale, quando cinquantamila finirono nei campi di concentramento. Qui la storia delle migrazioni fa parte del dna dei residenti, che nel 1922 accolsero centomila profughi.

INNOVAZIONE

Il resto è narrazione di un luogo dove negli anni è nata una cucina unica, figlia della tradizione mescolata agli usi e ai costumi dei nuovi arrivati, in un territorio dove le vie del vino stanno nascendo e dove l’enogastronomia sta raggiungendo standard internazionali. La ricerca e lo studio non avviene solo a tavola, ovviamente. Probabilmente anche perché la città nel 1917 fu distrutta da un rogo che incenerì 9.500 abitazioni e lasciò senza lavoro tre su quattro tra i residenti. La tensione al progresso di allora è percepita ancora oggi. Basti citare un paio di esempi. Google ha scelto Salonicco per uno dei suoi undici gruppi di giovani che devono ragionare su problemi che il web, e di conseguenza il mondo, avrà tra vent’anni. E stanno sputando qua e là negozi come “make it”, forme di artigianato evoluto dove si portano gli oggetti rotti e dove al cliente viene spiegato come fare per aggiustarli.

LUNGOMARE

Peraltro, per visitare velocemente il centro di Salonicco basta solo un weekend. Uno degli itinerari classici parte dagli ex magazzini del porto, ora trasformati in contenitori per teatri e locali, dai quali parte una camminata sul lungomare lunga circa cinque chilometri e sempre affollata di pedoni e ciclisti. Passo a passo si trova la Piazza Olimpo, da dove si può vedere il celebre monte in fondo, dietro l’azzurro del mare: luogo storico, qui iniziò la rivoluzione dei giovani contro gli Ottomani. Poco dopo, la piazza dedicata ad Aristotele, nato a pochi chilometri da Salonicco. Ecco la statua di Filippo II, padre di Alessandro Magno, il re dei tre continenti e a poca distanza la torre bianca e i resti delle mura Ottomane, quelle almeno non distrutte a fine Ottocento, quando si pensava di “svecchiare” la città cancellando le memorie dei secoli passati.

Sempre camminando sul lungo mare spunta la statua a cavallo di Alessandro con le lance emblema della sua spedizione a capo di 40 mila soldati che lo portò a fondare 16 città prima di morire a 33 anni. dal passato al presente, ecco l’installazione “Gli Ombrelli” dello scultore greco Georgios Zongolopoulos, morto nel 2004 a 102 anni: monito contro la guerra nucleare ancora oggi valido.

CITTA’ ANTICA

Se poi si lascia il mare e si sale su, verso la città alta, spuntano i più belli tra i 16 siti riconosciuti come patrimonio dell’Unesco: 14 chiese, un bagno turco e la torre bianca. La parte alta della città, fatta di viottoli e case dove vivono artisti, è anche la più bella. Qui gli edifici non sono stati ricostruiti con lo stile povero della prima metà del Novecento, una legge speciale li protegge dal 1979 contro le edificazioni selvagge. E tra gli angoli segreti si può trovare ad esempio il monastero di Latomou, dove c’è una rarissima rappresentazione di Gesù senza la barba dedicata a San Demetrio, patrono cittadino che si festeggia il 26 ottobre.

Scendendo ecco poi la “Rotonda”, tempio capace di passare dall’era pagana a quella cristiana e musulmana con la sua forza e potenza evocativa. Infine, l’arco trionfale che chiude il tour turistico classico che in una giornata garantisce la visita ai luoghi principali.

TURISMO IN CRESCITA

L’effetto di questo mix di storia e bellezze? In Grecia nel 2009 i turisti furono 18 milioni, si conta di finire il 2017 a quota trenta milioni. Salonicco ha seguito trend di crescita ancora maggiori: dagli 800 mila del 2009 si arriva agli oltre due milioni e mezzo di quest’anno. Il motivo? Lo spiega Georgios Bazmadelis del dipartimento turistico del municipio. “I turisti sono sempre più a caccia di nuove location e preferiscono muoversi in città, in modo individuale, evitando i viaggi di massa di un tempo e le isole, come Mykonos, dove ormai ci sono solo turisti stranieri e hanno perso l’anima ellenica”, spiega. “Qui in Grecia poi si è sommato l’effetto “solidarietà” legato alla crisi: in molti hanno scelto di venire qui anche sull’onda dell’enorme pubblicità negativa che abbiamo avuto a livello mondiale per la crisi finanziaria”. Numeri che sono supportati da un aeroporto che presto sarà ampliato con un nuovo terminal: era nato per sopportare un flusso di 3,8 milioni di persone all’anno, ora ne passano 6,8. “Siamo sicuri che negli anni i numeri sono destinati a migliorare – chiude Bazmadelis – il nostro futuro passa anche attraverso il turismo”.

Articolo pubblicato al link: http://storiedieccellenza.it/tessalonicco-citta-erotica-storia-movida-turisti-scoperto-grazie-alla-crisi/

 

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